Quando si usa NE?

NE ha valore di pronome e si usa per non ripetere un complemento nella frase precedente e sostituisce “di lui, di lei, di loro, di essi, di questo, di questa, di quello, di quella”:

Esempio: Ti ho parlato di Marco? Sì, me ne (di lui, di Marco) hai parlato  / Ti ho dato 100 euro questa mattina, che cosa ne (di essi) hai fatto? / Hai sentito di quel pettegolezzo su Samanta? Sì, ne (di quello) ho sentito parlare in ufficio/ Che ne (di questo) dici? / Che ne (di questo)  pensi? 

Oppure ha valore partitivo, cioè il NE indica una parte della cosa e devo specificare la quantità nella frase. Prendiamo l’esempio di prima:

Esempio: Questa torta è buonissima, ne (di questa, della torta) vuoi un po’? Sì, grazie, ne voglio due fette.

ATTENZIONE: se uso un tempo composto (esempio: ho parlato, ho visto…) con il NE partitivo,  il participio passato si concorda in genere (maschile o femminile) e numero (singolare o plurale) con la parola cui NE si riferisce:

Esempio: Queste ciambelle sono deliziose, ne ho mangiate cinque.

Oppure prende il genere del contenitore o dell’unità di misura specificata:

Esempio: Questo limoncello è delizioso, ne ho bevuti tre bicchierini. /

 

Il NE può anche significare “da esso, da essa”, con verbi come andare (andare via) o altri verbi che indicano l’uscita da un posto fisico o astratto come uscire o tirarsi fuori… (che vogliono in aggiunta i pronomi riflessivi mi, ti, si, ci, vi, si e che cambiano la i in e).

Esempio: Sei ancora in ufficio? Sì, ma me ne (da esso, dall’ufficio) vado fra poco. /  Eravamo tutti a teatro, ma loro se ne sono andati via alla fine del primo atto / Sono andato nel bosco e ne sono uscito dopo un’ora / Non mi piacciono questi pettegolezzi sul lavoro,  perciò me ne tiro fuori

Il NE per alcuni studenti è molto complicato, quindi vi consiglio di memorizzarlo scrivendo frasi e ripetendole a voce alta. E se potete, usatelo parlando con un italiano.

Alla prossima con l’uso del CI! A presto!

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Scusami, scusa o mi scusi?

Se siete in Italia e dovete chiedere un’informazione, è buona educazione dire:

MI SCUSI, potrebbe/saprebbe dirmi…?”

Si usa MI SCUSI quando la persona alla quale parliamo non è un amico o un conoscente.

 

Se invece la persona alla quale parliamo è un amico o un conoscente, dobbiamo dire:

SCUSAMI/SCUSA, potresti/sapresti dirmi…?

Alla prossima!

Consigli per imparare una lingua n.2

Molti studenti dicono che non riescono a parlare l’italiano perché conoscono poche parole, perché hanno un lessico povero: “I can’t speak Italian because I know a few words, my vocabulary is poor!”

Ma c’è un modo per arricchire il vostro lessico, senza troppa fatica. Come?

  • Leggete un articolo su internet, un libro o una rivista in lingua italiana
  • Cercate sul dizionario, ogni giorno, almeno (at least) 3 parole che non conoscete
  • Scrivetele a penna (with a pen) su un quaderno
  • Ripetete queste parole tante volte (so many times)
  • Create delle frasi (sentences) con le parole imparate

Esempi:

macchina-auto= car / zuppa-minestra= soup / aspettare= to wait

  1. La tua macchina nuova è bellissima!
  2. Questa zuppa non è buona.
  3. Ho aspettato Sofia al bar per due ore.

Ricordate: se imparate anche 1 sola parola al giorno, dopo un anno avrete un vocabolario di 365 parole!!! Più della media (average) delle parole conosciute e usate da un ragazzo italiano.

Allora, forza! Al lavoro!

Consigli per imparare una lingua n.1

Se siete su questo blog, allora siete tra quelli che amano imparare una lingua diversa dalla propria (nello specifico l’italiano), siete curiosi, pieni di passione e desiderosi di comunicare. Bravi! Lo sono anch’io.

Detto questo, cosa dovete fare per cominciare ad apprendere senza spendere troppo denaro ed avere gli stessi risultati? Prima di tutto:

  • procurarsi un quaderno e una penna;
  • acquistare un libro di grammatica base e conversazione;
  • avere un collegamento internet per ascoltare e vedere video in lingua su youtube (con sottotitoli possibilmente);
  • parlare con dei madrelingua il più possibile;
  • leggere libri in lingua per il vostro livello.

Di libri di grammatica e conversazione su amazon ce ne sono tanti. Io, però, vi consiglio LANGUAGE HACKING FOR BEGINNERS ITALIAN   di Benny Lewis (lo consiglio perché sto  usando LANGUAGE HACKING FOR BEGINNERS GERMAN dello stesso autore e mi sto trovando molto bene).

Su youtube ci sono molti bravi insegnanti di italiano: posso consigliarvi i canali ITALY MADE EASY di Manu Venditti e LEARN ITALIAN WITH LUCREZIA  di Lucrezia Oddone che trovo davvero ben fatti.

Da alcuni anni, poi, parlare con dei madrelingua italiani è facilissimo e davvero economico (very cheap): scarica Skype ed iscriviti ad alcuni siti online di language exchange come CONVERSATION EXCHANGE  o di apprendimento della lingua con tutor o teacher professionisti, ad esempio LINGOSTAN  o ITALKI , dove io insegno a studenti stranieri di diverse parti del mondo.

Per quanto riguarda i libri da leggere per migliorare l’italiano vi consiglio gli eccellenti ITALIAN SHORT STORIES FOR BEGINNERS and INTERMEDIATE di Olly Richards e anche le storie di mistero con la spiegazione di idiomi o modi di dire italiani NON PUOI ESSERE TU , SARAI MIO   e LA PROSSIMA VITTIMA per un livello intermedio, di cui sono autrice.

Allora, are you ready to learn? Ai prossimi consigli!

 

 

 

Qual è la traduzione di I have been living here for 14 years? Stavo vivendo/ Ho vissuto qui per 14 anni oppure Vivo qui da 14 anni?

La risposta corretta è: VIVO QUI DA 14 ANNI.

Se vivo ancora qui, se le conseguenze del verbo durano ancora nel momento in cui sto parlando, devo usare il TEMPO PRESENTE e il for non si traduce per ma DA.

Esempi: Lavoro in questo ristorante da 1 mese / Claudio gioca a tennis da due anni / Nevica da due giorni.

Se invece voglio dire che l’azione del verbo si è conclusa, che io ora non abito più qui, devo usare il TEMPO PASSATO e il for si traduce PER : HO VISSUTO QUI PER 14 ANNI.

Esempi: Ho lavorato in questo ristorante per un mese (now I have another job) / Claudio ha giocato a tennis per due anni (now he plays basketball) / È nevicato – ha nevicato per due giorni (now it’s raining).

Scrivetemi i vostri dubbi linguistici. A presto!

 

Formule di augurio…”Have a nice day” si dice buongiorno o buona giornata? “Have a good evening” si dice buonasera o buona serata?

La risposta corretta è: BUONA GIORNATA e BUONA SERATA.

Ora vediamo altre formule:

BUON LAVORO (se qualcuno sta lavorando)

BUONO STUDIO (se qualcuno sta studiando)

BUON APPETITO (se qualcuno sta mangiando)

BUON RIPOSO / DORMI BENE (se qualcuno sta andando a dormire)

BUON COMPLEANNO (se qualcuno sta festeggiando il compleanno)

BUON ANNIVERSARIO (se qualcuno sta festeggiando la ricorrenza del matrimonio o del fidanzamento)

BUONA GUARIGIONE / GUARISCI PRESTO (se qualcuno è ammalato)

BUONA FORTUNA / IN BOCCA AL LUPO  -Risposta: CREPI!- (se qualcuno sta per affrontare qualcosa di difficile: un esame, un nuovo lavoro…)

MERDA, MERDA, MERDA (è usato come  “buona fortuna” tra gli artisti prima di uno spettacolo).

🙂 Alla prossima!

“È una giornata bene (well)” o “È una bella (nice) giornata”? “È una giornata male (bad)” o “È una brutta (ugly) /cattiva (bad) giornata”?

Le risposte corrette sono: “È una bella giornata” ed “È una brutta/cattiva giornata”.

Perché? Perché bello, buono, brutto, cattivo sono AGGETTIVI e vanno vicino al NOME.

ATTENZIONE, però, ai diversi esempi e ai loro significati!

Only for the weather: A Londra piove, e a Roma? No, qui è una bella giornata! / Prendo l’ombrello? No, fa bel tempo! /  È sempre bel tempo a Palermo! / A Milano fa brutto/cattivo tempo: piove da tre giorni / A Bologna è brutto/cattivo tempo, che peccato! / Che brutta giornata!

Per il resto abbiamo:

Buona giornata (Have a nice day)! / Ho avuto proprio una brutta giornata (a bad day): ho lavorato per dieci ore senza neanche una pausa! / È stata una buona  giornata (lucrative, fruitful day) per gli affari!

Bene e male, invece, sono AVVERBI, quindi vanno vicino al VERBO.

ESEMPI: Mi sento bene (I feel good)! Sto bene (I’m fine) / Sto male (I’m sick).

Difficile? Se hai ancora dubbi, lasciami un commento e ti risponderò.

La programma o il programma? La problema o il problema?

Le parole PROGRAMMA (al plurale PROGRAMMI) e PROBLEMA (al plurale PROBLEMI) sono maschili, quindi vogliono l’articolo determinativo IL e UN al singolare e I e DEI al plurale. Inoltre, ogni aggettivo ad essi collegato va al maschile.

Esempi: Il mio programma televisivo preferito è “Il commissario Montalbano” /  Non ho un programma preciso per la serata. Forse vado al cinema. / Il problema grosso di questo ufficio è la mancanza di comunicazione! / Non ho un problema specifico con Luca, ne ho un milione! / I programmi da guardare in TV sono tutti orrendi / Non hai i problemi che dici di avere / Non abbiamo ancora fatto dei programmi per le vacanze / Non so perché, ma quando arrivi tu ci sono sempre dei problemi da risolvere!

Posso mangio o posso mangiare? Voglio esco o voglio uscire? Devo lavoro o devo lavorare?

Le risposte corrette sono: POSSO MANGIARE, VOGLIO USCIRE, DEVO LAVORARE.

Infatti, dopi i verbi servili POTERE, VOLERE e DOVERE, il verbo va sempre all’INFINITO.

Esempi: Non potrò venire a scuola domani, sono ammalata / Vorresti andare in vacanza a New York? / Marco ha dovuto mangiare tutte le verdure ieri.

Se avete dubbi, scrivetemi. Alla prossima!